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Cronaca nera Cronaca rosa Cronaca bianca Italiana Estera Politica Attualita Fatti di sanguePubblicato il: 25 gennaio, 2010
Mentre a Torino si svolgeva la seconda udienza della causa sulle morti provocate dall’amianto presente nei quattro stabilimenti della multinazionale Eternit Spa, davanti al Palazzo di Giustizia è comparso uno striscione: “Eternit: no al processobreve”
L’ associazione vittime dell’amianto continua a temere una leggina “semplice” ma pesante come un macigno che salverà chi non vuole farsi processare ma che potrebbe non dar pace alle migliaia di famiglie che si sono costituite parte civile per rendere giustizia ai loro cari.
Il più grande processo contro una fabbrica della morte che ha ucciso quasi 3000 persone rischia di svanire.
L’approvazione in Senato del disegno di legge sul processo breve desta “grande preoccupazione anche per il rischio che comporta di cancellare gran parte dei processi sulla sicurezza sul lavoro”. A lanciare l’allarme e’ il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
“Il provvedimento rischia di costituire un duro colpo contro l’efficienza della giustizia in Italia – dice Epifani – con la cancellazione, di fatto, di un alto numero di processi fra i quali quelli a carico dei datori di lavoro che, per aver evaso le norme sulla protezione della salute e della vita dei lavoratori, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. In casi come questo le norme approvate sono addirittura peggiorative del testo precedente che, almeno, escludeva tutti i processi in corso per reati concernenti l’ambiente di lavoro”
Tag: Associazione vittime, Berlusconi, Epifani, eternit, giustizia, processo, processo breve, striscione, torino